L’Unione europea prosegue il suo percorso di diversificazione dei rapporti commerciali raggiungendo un accordo sostanziale con le Filippine per un nuovo accordo di libero scambio, destinato a rafforzare i rapporti economici tra il blocco europeo e uno dei partner a più rapida crescita nel Sud-est asiatico.
L’intesa politica è stata annunciata dal commissario europeo per il Commercio e la sicurezza economica, Maroš Šefčovič, e dalla ministra filippina del Commercio e dell’Industria, Maria Cristina Aldeguer-Roque, al termine di una videoconferenza. Il raggiungimento dell’accordo sostanziale apre ora la strada alla conclusione definitiva dei negoziati nei prossimi mesi, una volta completati gli ultimi dettagli tecnici e definite le modalità di attuazione.
Secondo quanto affermato dal commissario Šefčovič in conferenza stampa, UE e Filippine hanno raggiunto oggi “una sostanziale conclusione dell’accordo”, il che significa che i parametri chiave sono stati approvati sul piano politico. Il responsabile del Commercio dell’UE ha poi precisato che ora i lavori si concentreranno nella trasposizione di questi accordi in un testo di giuridico, che verrà sottoposto agli Stati membri e al Parlamento europeo in preparazione della firma. Per quanto riguarda le tempistiche, Sefcovic non ha fornito informazioni precise. “Se guardiamo alla tempistica tradizionale, credo che per le Filippine stiamo parlando di un periodo compreso tra uno e due anni. Dobbiamo ancora finalizzare l’accordo, illustrarlo agli Stati membri e al Parlamento europeo e poi procedere con tutti i passaggi giuridici, le traduzioni, l’autenticazione delle versioni e infine l’approvazione definitiva”, ha affermato.
L’accordo punta a favorire una crescita degli scambi e degli investimenti, migliorando le condizioni di accesso al mercato per esportatori, fornitori di servizi e investitori di entrambe le parti. Bruxelles inquadra inoltre l’intesa nella più ampia strategia europea di rafforzamento delle relazioni economiche con partner considerati affidabili nell’Indo-Pacifico.
Il negoziato assume particolare rilevanza anche alla luce degli sforzi dell’UE e delle Filippine per diversificare le rispettive relazioni commerciali, ridurre le dipendenze e rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento. L’obiettivo dichiarato è creare un quadro di regole più stabile e prevedibile per le imprese e favorire investimenti di lungo periodo.
Nel 2025 il commercio bilaterale di beni tra UE e Filippine ha raggiunto 17,6 miliardi di euro, mentre gli scambi di servizi si sono attestati a 10,3 miliardi nel 2024.
Per le imprese europee, le Filippine rappresentano un mercato di oltre 113 milioni di abitanti. Tra le principali esportazioni industriali dell’Ue verso il Paese figurano macchinari e apparecchiature, mezzi di trasporto, medicinali e dispositivi medici. Sul fronte agroalimentare, Bruxelles indica tra i principali prodotti esportati carne suina e pollame, prodotti lattiero-caseari e bevande alcoliche.
Il nuovo accordo prevede la liberalizzazione di oltre il 94% delle linee tariffarie, che secondo la Commissione coprono più del 97% del commercio bilaterale. Secondo Šefčovič, tra i settori europei che dovrebbero beneficiare maggiormente dell’intesa figurano l’automotive, le indicazioni geografiche, i dispositivi medici, i prodotti farmaceutici e l’agroalimentare. “Credo che gli stakeholder europei saranno molto soddisfatti dei risultati”, ha affermato il commissario, sottolineando parallelamente le opportunità offerte agli operatori filippini dall’accesso al mercato unico europeo.
Appalti pubblici aperti agli operatori stranieri e sostenibilità
Uno degli elementi più significativi dell’intesa riguarda gli appalti pubblici. L’accordo introduce infatti regole che, secondo Bruxelles, consentiranno per la prima volta agli operatori stranieri di accedere in maniera strutturata al mercato filippino degli acquisti pubblici.
Il trattato prevede inoltre una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale e la protezione di una lista di indicazioni geografiche europee considerate commercialmente rilevanti.
Un ulteriore capitolo riguarda il commercio digitale. L’accordo introduce norme volte a facilitare le transazioni online e lo scambio di servizi digitali, mantenendo al tempo stesso le garanzie europee in materia di tutela dei dati personali e protezione dei consumatori.
Sono previste anche disposizioni sulle misure sanitarie e fitosanitarie e sugli ostacoli tecnici al commercio, con l’obiettivo di ridurre i costi amministrativi per le imprese e rendere più trasparenti le procedure, senza modificare gli standard di sicurezza applicati nei rispettivi mercati.
La sostenibilità rappresenta un altro pilastro dell’accordo. Il rispetto dei diritti umani e dell’Accordo di Parigi sul clima viene indicato dalla Commissione come uno degli elementi essenziali dell’intesa.
L’accordo comprenderà inoltre un capitolo specifico su commercio e sviluppo sostenibile, con impegni ambientali e sociali che Bruxelles definisce particolarmente ambiziosi.
Un’attenzione specifica viene riservata anche a energia e materie prime. Le disposizioni previste mirano a creare condizioni di concorrenza più trasparenti e a facilitare gli investimenti sostenibili, in particolare nel settore delle energie rinnovabili. Il dossier delle materie prime è particolarmente per l’Europa, che negli ultimi anni ha intensificato la ricerca di partner nell’Indo-Pacifico per diversificare le proprie catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da un numero limitato di fornitori.
L’UE e la carta commerciale in Asia e Indo-Pacifico
L’accordo con Manila si inserisce nella più ampia offensiva commerciale dell’UE verso l’Asia e l’Indo-Pacifico. Šefčovič ha richiamato i negoziati con India, Indonesia, Australia, Thailandia e Malaysia e il rafforzamento dei rapporti con i Paesi del CPTPP (l’Accordo globale e progressivo per il partenariato trans-pacifico), sostenendo che le attuali tensioni sul commercio mondiale e sulle catene di approvvigionamento stanno aumentando la domanda di partner in grado di offrire “prevedibilità, certezza giuridica e rapporti commerciali equi”.
Secondo il commissario, con l’inclusione dei 113 milioni di abitanti delle Filippine, gli accordi di libero scambio dell’UE arriverebbero a coprire mercati che rappresentano oltre metà della popolazione mondiale. “Con 113 milioni di filippini, superiamo ormai la soglia della metà della popolazione mondiale coperta dagli accordi di libero scambio europei. La metà dei consumatori globali è coperta dagli accordi di libero scambio dell’Unione europea. Nessun altro ha questo vantaggio”, ha dichiarato il commissario europeo.
Šefčovič ha spiegato che Bruxelles punta a completare entro quest’anno anche i dossier con India e Indonesia. “Con India e Indonesia vorremmo concludere tutto quest’anno”, ha affermato il commissario, sottolineando che per Nuova Delhi il lavoro politico è ormai sostanzialmente chiuso e che restano soprattutto gli ultimi passaggi giuridico-linguistici necessari per arrivare alla firma e all’entrata in vigore dell’accordo. La Commissione UE ha annunciato venerdì 11 settembre di aver presentato al Consiglio le proposte per la firma e la conclusione dello storico accordo di libero scambio con l’India, chiedendo l’autorizzazione a procedere. Šefčovič ha aggiunto che da parte indiana c’è una forte pressione sui tempi: “I miei colleghi indiani mi chiamano ogni settimana per sapere quando accadrà e quando finalmente tutto sarà messo sul tavolo”, ha detto, aggiungendo che “lo stesso primo ministro Modi vorrebbe venire e celebrare l’occasione”.
Bruxelles sta lavorando in parallelo anche con altri partner regionali. “Stiamo lavorando molto duramente con la Thailandia”, ha spiegato il commissario slovacco, indicando Bangkok come il dossier negoziale “nella fase più avanzata” tra quelli ancora aperti. Il commissario ha inoltre annunciato un imminente colloquio in videoconferenza con il nuovo ministro del Commercio della Malaysia e ha anticipato che, in occasione dei prossimi appuntamenti regionali legati al CPTPP, l’UE cercherà di intensificare ulteriormente il dialogo commerciale con diversi Paesi dell’area. Secondo Šefčovič, questa accelerazione riflette un interesse reciproco più ampio verso accordi capaci di offrire “prevedibilità, certezza giuridica e rapporti commerciali equi” in una fase segnata da forti tensioni globali e da crescenti pressioni sulle catene di approvvigionamento.

